Tu hai Parole di Vita Eterna [Gv 6,60-70]

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60 Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». 61 Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62 E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? 63 È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. 64 Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65 E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
66 Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
67 Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68 Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69 noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 70 Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.

Riflessione
Buona Domenica e Pace a tutti voi nel Signore. Quest’oggi prenderemo in considerazione il Vangelo propostoci dalla Liturgia odierna, estratto dal quarto Vangelo, l’Evangelo attribuito dalla tradizione Biblica a san Giovanni apostolo. Questo brano appartiene al capitolo sesto del quarto Vangelo, il capitolo giovanneo che tratta, pur se in maniera differente dai sinottici, l’istituzione dell’Eucarestia, ossia sottolinea l’importanza per i credenti di nutrirsi del “pane vivo” cioè dell’Eucarestia del Corpo e del Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. I credenti durante il loro pellegrinaggio terreno avranno prove e sofferenze, tribolazioni e persecuzioni di ogni genere, ma il Risorto non li lascia soli, ma li nutre di sé sino alla fine dei tempi e con l’assistenza che riceveranno dallo Spirito Santo, il Consolatore, saranno in grado di perseverare sino alla fine per poi ricevere dal Padre la corona della Vita. Detto questo, guardiamo un po’ più da vicino questo passo. Nei primi quattro versi ci viene detto che il linguaggio del Signore risultava duro ai suoi contemporanei e anche ai suoi discepoli, sì poiché Gesù, essendo la Sapienza incarnata, quando parlava colpiva al cuore dei suoi interlocutori e poiché la Rivelazione procede gradualmente è ovvio che allora il suo linguaggio risultasse enigmatico; infatti stando alla Tradizione Biblica molte delle cose dette e operate dal Signore furono comprese esclusivamente dinanzi al sepolcro vuoto, quindi dopo la sua missione terrena e completamente a Pentecoste infatti: 

Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future.” [Gv 16,13]

Inoltre, Gesù afferma che è lo Spirito a dare vita e che la carne non giova a nulla. Quest’affermazione dovrebbe farci riflettere specie nel nostro tempo, nella vita di tutti i giorni. Quante volte ci accorgiamo di condurre un’esistenza completamente dedita alla carne? Beh, soggettivamente parlando, spesso anzi il più delle volte! Ma per la Parola del Signore l’esistenza non si riduce esclusivamente alla carne e alle sue opere ma anche e soprattutto alle cose dello spirito. Continua poi il brano affermando che ci sono taluni che non credono in Cristo come allora anche ai nostri giorni, quindi, non ci dobbiamo meravigliare dell’incredulità di alcuni né tanto meno se spesso ci accorgiamo che queste persone sono tra le fila dei Cristiani, infatti Giuda il traditore era uno dei dodici eppure tradì Gesù, Gesù lo aveva scelto eppure Giuda abbandonò la via della Vita. “Nessuno può venire a me se non gli è concesso dal Padre mio”Anche nel Vangelo di Giovanni, ritorna il tema Biblico dell’elezione da parte di Dio. Nell’AT Jahvè per mezzo di Abramo convoca tutte le genti a partecipare della sua Benedizione, in seguito per mezzo di Mosè e, quindi, servendosi del Popolo di Israele e poi anche tramite i Profeti costituisce il Qal di Jahvè l’assemblea dei popoli che riuniti dall’osservanza della Legge e dell’Alleanza rendono il vero Culto esclusivo al Unico vero Dio. Con la Venuta di Cristo e che il dono dello Spirito Santo l’Umanità intera è chiamata nuovamente ad una nuova ed Eterna Alleanza con Dio Padre nel Figlio suo Benedetto sigillata dallo Spirito Santo. Per cui contro ogni tendenza giansenista e dualista la Parola di Dio ci ricorda che la salvezza è per tutti. Poiché il Padre celeste concede a tutti di andare da Gesù bisogna sottolineare che non tutti, purtroppo sono disposti ad incontrare il Signore, ma la Parola ci viene in aiuto anche in questo caso, quando per bocca del Sapiente Qoèlet ci dice che nell’intera vita dell’uomo c’è un tempo per ogni cosa, c’è un tempo per la conversione di ognuno (cf. Ql 3). Tuttavia non tutti accolgono la salvezza, infatti il Vangelo ci informa di alcuni che dopo aver ascoltato Gesù scelsero di non seguirlo. Infine, la provocazione del Signore “Volete andarvene anche voi? “ risponde Pietro a nome di tutta la Comunità Cristiana: “Da chi andremo Signore? Solo tu hai Parole di Vita Eterna!” Amen! Anche vogliamo far nostre queste parole nei momenti di sconforto e di sofferenza, quando ci sfiora il pensiero di abbandonare tutto, perché talvolta essere Cristiani in questo mondo sembra sia un’impresa impossibile si ha la sensazione di illudersi istante dopo istante e, quindi, spesso capita di pensare di abbandonare la fede, ma che Dio possa portare sempre e, in ogni caso del genere, al nostro Cuore e alla nostra Mente le parole di san Pietro, affinché possano confrotarci e indurci a nutrici del vero Pane quello del Signore e possiamo proseguire il nostro cammino nel tempo per conseguire in con e per Cristo l’Eternità.

 

Giuseppe Lubrino 

Tu hai Parole di Vita Eterna [Gv 6,60-70]ultima modifica: 2012-08-26T14:13:00+02:00da anemaecore8
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