Ogni ginocchio si pieghi (Fil 2,5-11)

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5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
6 il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
7 ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
8 umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
9 Per questo Dio l’ha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
10 perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11 e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

Riflessione

Pace a tutti voi in Dio nostro Padre e nel Signore Gesù Cristo. La liturgia odierna ci ha preposto come seconda lettura un brano tratto dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi. E’ ritenuto uno degli inni cristologici più antichi della Chiesa della prima ora. Paolo eosrta i Cristiani di Filippi ad avere in loro gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale pur essendo Dio uguale al Padre si svuotò della sua Gloria divina e assunse la condiction humane. Questo tema sorge anche nel quarto Vangelo. (Cf Gv 17,5). E’ il grande tema del Servo sofferente di Jahvè (Cf. Is 53) gli agiografi del NT riconoscono nella condizione Umana di Cristo il servo di cui ci parla Isaia. Quindi Gesù Vero Uomo e Vero Dio. In quanto Uomo Cristo si rende obbediente alla Volontà del Padre che vuole realizzare la salvezza delle genti attraverso la morte e la Resurrezione del Cristo suo Figlio che sin dall’inizio della sua opera è assistito e colmato di forza dallo Spirito Santo. (Cf.Mc 1,9) Per realizzare questa opera, ossia la salvezza del genere umano è necessario che si spogli della sua pienezza Divina, altrimenti non avrebbe potuto salvare l’Uomo restando fuori dall’uomo, con la Resurrezione il Padre Celeste riabilita il Figlio suo nella Gloria (Doxa) che aveva presso il Padre sin dall’Eternità e lo ristabilisce quale sovrano dell’Universo. (CF. Gv 1,1-3; Col 1,15-20; Ef 1). Paolo tratta il grande tema della salvezza! Ma la più grande esortazione è quella del versetto 5 poichè Paolo guidato dallo Spirito Santo ci dice che non è impossibile imitare Gesù Cristo, ma che anzi è proprio quello che siamo chiamati a fare per realizzare appieno il disegno di Dio sulla nostra esistenza che con il santo Battesimo e in seguito con i sacramenti della Confermazione, Roconciliazione ed Eucarestia ci impegniamo davanti a Dio e alla sua Chiesa a realizzare durante il nostro pellegrinaggio terreno, che come quello del Cristo non sarà affatto un pellegrinaggio piacevole e spensierato, ma per ognuno di noi c’è un Golgota ad attenderci come parimenti c’è la Resurrezione! E’ in questo dobbiamo rallegraci, dell’Amore che ha vinto la morte! Affinchè nel suo Nome ogni ginocchio si pieghi e proclami la sua Gloria in Dio Padre nostro! Per cui esortati dalla Parola del Dio Vivo e Vero, sforziamoci di avere in noi i sentimenti del Signore dell’Amore Infinito e viviamo in modo serio e intenso questo triduo Pasquale questo è l’augurio che faccio a me e a tutti voi dal profondo del cuore.

Giuseppe Lubrino

Ogni ginocchio si pieghi (Fil 2,5-11)ultima modifica: 2012-04-01T20:07:00+02:00da anemaecore8
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