La Parlata Napoletana

NapoliSfondoVesuvio.jpg– Il Napoletano non è un Dialetto, ma un linguaggio vero e proprio.

– Esso unisce suoni fonetici con immagini gestuali che rendono l’espressione del pensiero completa di tutti i requisiti necessari per una corretta interpretazione da parte dell’interlocutore.-

– Questo tipo di linguaggio risulta molto difficile per i non Napoletani perché non è il singolo vocabolo ad avere una collocazione precisa nel discorso, ma l’abbinamento di espressioni composte che determinano l’idea la quale si vuole trasferire, in modo più o meno palese, in funzione delle condizioni e necessità che originano il dialogo.-

– Non è quindi, un vocabolario vero e proprio necessario ad una traduzione comprensibile ad un altro nostro connazionale per non parlare di uno straniero, ma una serie di detti popolari, ordinati alfabeticamente che possiamo definire “Proverbi” perché, in definitiva è proprio il “Proverbio” ad esprimere la saggezza di un popolo.-

– Bisogna tener conto che il Napoletano usa prendersi gioco delle amarezze che la vita riserva ad ognuno: Egli non le sottovaluta e tanto meno le ignora anzi egli è in pratica, un realista che, però non raggiunge mai una forma di cinismo puro, ma trasforma il tutto sconfinando in modo assurdo, in una specie di ottimismo che lo caratterizza distinguendolo tra tutti gli altri esseri umani.-

– Abbiamo raccolto i detti popolari che si sono tramandati fino ai giorni nostri in una specie di vocabolario ordinato in forma alfabetica per una migliore ricerca e conferire al tutto una certa facilità di accesso alla raccolta.-

1 Proverbio:

 

“A ‘a casa cu’ ‘o sole nun trase duttore. –

Dove entra il Sole, non entra il medico.”


Fonte: http://www.gaeword.it/napoletano.htm

La Parlata Napoletanaultima modifica: 2012-01-31T14:40:50+01:00da anemaecore8
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