Non affliggetevi vi attende il Cielo – 1Tes 4,13-18

paradiso_maledive_sfondi_wide-1280x800.jpg1Tessalonicesi 4,13-18

13 Non vogliamo poi lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. 14 Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. 15 Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. 16 Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; 17 quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. 18 Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.

Riflessione:

Pace a voi fratelli e sorelle nel Signore. Oggi, com’è nostra consuetudine prenderemo in esame la seconda lettura prepostaci dalla Liturgia odierna. Or dunque, il brano è tratto dalla prima lettera di san Paolo Apostolo ai Cristiani di Tessalonica, che tra l’altro dalle lettere paoline risulta essere lo scritto più antico del NT, infatti, risale circa al 50 d.C. In questa lettera, si respira l’aria dei primi Cristiani provenienti dal giudaismo e che ponevano l’accento sulla Parusia, quasi come se l’evento fosse imminente; inoltre, dal brano si vede come Paolo “Conforta” i fedeli di Tessalonica a restare saldi nella Speranza del Ritorno del Signore. Detto questo, il problema che Paolo affronta in questo brano è quello della “Morte” dei fedeli in Cristo, la comunità aveva subito delle perdite e si interrogava circa la sorte dei suoi fratelli e sorelle e Paolo rifacendosi al Vangelo che gli era stato trasmesso (cf 1Cor 15), li conforta dicendogli: “Non siate tristi come coloro che non hanno speranza e confortatevi a vicenda”! Ora, miei cari, questo “CONFORTATEVI A VICENDA” consiste nel confortarsi nella dignità dei figli di Dio! Che Nel NT si traduce nell’Opera compiuta dal Padre nel Figlio suo Gesù per mezzo dello Spirito! E quest’opera è la seguente: “Cristo con il sacramento del Battesimo, introduce i suoi fedeli nella sua morte e li rende partecipi della sua Resurrezione, ammettendoli mediante il dono dello Spirito Santo alla Cominione con Lui nel Padre Celeste! E questo è il dono che ci Salva! E che Dio ci ha fatto! Di conseguenza ammessi in questa Comunione in Cristo col Padre dallo Spirito e nella Chiesa, a noi non deve spaventarci più nemmeno la morte! Perchè essa sarà solo un “Passaggio”. In altri termini, noi siam fatti di “carne” e “spirito” (cf Gn 2), ora con la morte della “carne” il nostro spirito continua a vivere in Dio, è presso il Signore, in attesa del compimento finale della storia che è appunto la Parusia del Signore! (seconda Venuta di Cristo) e in quel GIORNO il nostro spirito si ricongiungerà al corpo Glorificato e saremo per sempre con Cristo in Dio Padre grazie al dono dello Spirito Santo che ci Glorificherà completamente nel corpo e nello spirito. Per questo, noi Cristiani, non dovremmo essere tristi, ma felici di appartenere a Cristo! Quante volte la vita ci rende tristi? Tante!!! Ma stando alla Parola del Signore nel medesimo modo in cui la vita ci affligge, noi vicendevolmente ci dobbiamo confortare con questa Verità. “Pensate alle cose di lassù”.

by Giuseppe Lubrino

Non affliggetevi vi attende il Cielo – 1Tes 4,13-18ultima modifica: 2011-11-06T15:49:00+01:00da anemaecore8
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