“Un fuoco per te o Dio mi divora” (Ger 20,7-9)

geremia,profeti,antico testamento,nuovo testamento,gesù,bibbia,vangelo,amore,sofferenzaMi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto forza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno;
ognuno si fa beffe di me.
8 Quando parlo, devo gridare,
devo proclamare: «Violenza! Oppressione!».
Così la parola del Signore è diventata per me
motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno.
9 Mi dicevo: «Non penserò più a lui,
non parlerò più in suo nome!».
Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.

Riflessione:

Pace a voi tutti fratelli! Questa domenica vorrei porre sotto la vostra attenzione, la prima lettura che l’odierna Liturgia assistita dallo Spirito Santo ci ha donato, un brano tratto dal libro dell’AT del grande profeta Geremia. Geremia visse in un contesto storico alquanto teso e ricco di tribolazioni e assieme al grande Ezechiele e al deutero-Isaia son o considerati i profeti dell’esilio, nel caso di geremia esercitò il suo ministero fino alla deportazione in Babilionia del regno del sud ossia di Giuda. Or bene, dunque, come emerge dal passo si nota in maniera evidente che Geremia fu un’uomo abbastanza frustato tant’è vero che preso dalla desolazione ed angoscia arriva a maledire (come Giobbe) addirittura il giorno della sua nascita!

14 Maledetto il giorno in cui nacqui;
il giorno in cui mia madre mi diede alla luce
non sia mai benedetto.
15 Maledetto l’uomo che portò la notizia
a mio padre, dicendo:
«Ti è nato un figlio maschio», colmandolo di gioia.
16 Quell’uomo sia come le città
che il Signore ha demolito senza compassione.
Ascolti grida al mattino
e rumori di guerra a mezzogiorno,
17 perché non mi fece morire nel grembo materno;
mia madre sarebbe stata la mia tomba
e il suo grembo gravido per sempre.
18 Perché mai sono uscito dal seno materno
per vedere tormenti e dolore
e per finire i miei giorni nella vergogna?” (Ger 20,14-18).

Ecco da qui si penetra in maniera più profonda  nell’intimo di questo grande profeta, perchè tanta sofferenza? Perchè l’Uomo di Dio è così oltraggiato e perseguitato? Ebbene miei cari questo dilemma che connota molte vicende dell’AT (Dove c’era una certa concezione che chi soffriva era considerato un maledetto da Dio) viene sciolto definitivamente nel NT da Gesù stesso, dalla sua persona, dal suo insegnamento e della sua Vita terrena:

10 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
13 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
14 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15 né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” (Mt 5,10-16).

 Lo stesso Gesù inquanto re, sacredote e Profeta non ha un trattamento tanto speciale dagli uomini, ma viene trattato anche peggio dei profeti, perchè Lui è il GIUSTO per eccelenza! Duqnue miei cari la Parola ci esorta addirittura a rallegrarci, quando siamo accusati ingiustamente, quando a causa del Nome di Cristo siamo perseguitati, maltrattati e addirittura scherniti! Non è facile, poichè talvolta ci si sente davvero angosciati e soggettivamente parlando spesso ho l’impressione che il male ci travolga ci spazza via violentemente, come le onde del mare in tempesta che sdradicano le masse di pietra più solide, ma in tutto questo la Parola di Dio è dalla nostra parte e mi auguro ed auguro di vero cuore anche a voi che come successe per Geremia che proprio nel momento della sua più acuta debolezza si accese in Lui la Forza dello Spirito da non riuscire più a contenere l’Amore infuocato di Dio, lo stesso avvenga anche per me e per voi tutti! Poichè come ci ricorda sempre la Parola di Dio:

2Corinzi 12,7-10

5 Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi, perché io non vada in superbia. 8 A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. 9 Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. 10 Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.

 by Giuseppe Lubrino

“Un fuoco per te o Dio mi divora” (Ger 20,7-9)ultima modifica: 2011-08-28T12:08:00+02:00da anemaecore8
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